Io scrivo di donne da sempre. Scrivo di quelle realmente conosciute e di quelle sognate. Da sempre dico, e non ho mai smesso. Non so bene cosa ci trovi di così bello nel farlo, so solo che mi piace e allora lo faccio senza stare a pensarci troppo. Da qualche anno ho preso le cose seriamente, ossia scrivo per gli altri. Perché a farlo per sé stessi sono capaci tutti e io mi ero rotto l’anima. Scrivere per gli altri ha un sapore diverso, ci vuole un po’ di coraggio, di pazzia, e di sano egocentrismo.
Da quando ho deciso di vedere le cose in un modo nuovo ho pubblicato un romanzo erotico ambientato all’Avana,
sono uscito in antologie e raccolte, ho prestato la mia attività di ghostwriter per diverse pubblicazioni, ho riempito i cassetti con tre romanzi pronti per la stampa. Comunque non ho smesso di scrivere in Internet, e ho avuto negli anni diversi blog di buon successo. Ma sempre di donne ho parlato e parlo. È come una droga, solo che mi fa bene all’anima. Più che droga una medicina dovrei dire.
Ultimamente mi hanno fatto notare che tutto quello che ho scritto e che scrivo fa di me un misogino. Ah, ho risposto. Non ci si rende mica conto da soli di essere un misogino. Non è come essere un serial killer oppure il numero uno del tennis mondiale. C’è bisogno di qualcuno che te lo dica. E me lo hanno detto. Tante di quelle volte poi, e persone così diverse tra loro, che a questo punto ne sono convinto anche io. Sono ufficialmente un misogino.
Ma io non odio le donne, solo che non ho di loro una grande opinione. In realtà non ho una grande opinione neanche degli uomini. Diciamo che non me la cavo bene con gli esseri umani in generale. Ma parlando solo di donne, scrivendo solo di donne, divento un misogino. Misteri della logica.
Malgrado tutto questo mi piace trovare delle persone interessanti e parlare e bere con loro. Solo che ce ne sono così poche. Sono tutti alle prese con la fogna della propria vita da trovare necessario condividere con gli altri solo il dolore e la tristezza. Ne abbiamo già in proprio di merda da mandare giù, e basta e avanza. Però ognitanto delle persone decenti le trovo, mi capita incrociarle e mi piace parlarci. Se poi sono donne mi piace scoparle, o almeno pensare di poterlo fare. Che c’è di strano? È quello che sognano tutti gli uomini. SCO-PA-RE. Se qualcuna è anche simpatica e gradevole, è bello starci insieme del tempo e tutte quelle cose là… ma il top dell’interesse resta portarle a letto e divertirsi. Questo vale per me, per i laureati in filosofia, per i medici chirurghi, per gli operai, per gli avvocati penalisti, per i baristi, per gli elettricisti, gli attaccanti della nazionale, i poeti polacchi, gli idraulici e così via. Vale per tutti. A fare in culo l’ipocrisia per favore. Qua dentro non c’è spazio per l’ipocrisia, è tutta vita vera questa.
Prima, come tutti, cercavo donne tra le conoscenze degli amici e nel mondo che avevo intorno. Era la cosa più naturale e semplice. Le cercavo nei locali, in palestra, nei villaggi vacanze, sulle spiagge, in montagna. Ma poi ho cambiato idea e strategia. Era tutto dispersivo e faticoso, la percentuale di successo troppo bassa. Ora le trovo grazie a quello che pubblico, grazie a Internet, ai blog, ai forum, a facebook. Ho cambiato punto di vista. Non vado a cercarle, mi faccio trovare. Io mi limito a scrivere le mie storie erotiche e misogine e loro mi chiamano. Mi contattano. Trovano l’email, il telefono, qualcuna addirittura l’indirizzo di casa. Mi offendono. Mi amano. Mi detestano. E molte di loro riesco a portarmele a letto. Naturalmente quelle che hanno deciso che io debba farlo. Ma a me va bene così. Mica voglio vincere nessuna guerra. Io voglio solo vivere, bere qualche buon bicchiere e trovare delle femmine decenti di tanto in tanto. Non ho nessuna altra aspirazione. Non credo alle aspirazioni e ai progetti a lungo termine. Mi disgustano e mi spaventano.
In questo libro c’ho messo solo qualcuna delle donne che ho trovato grazie al primo romanzo e ai racconti. Solo qualcuna. Neanche le migliori o le peggiori. Le classifiche mi fanno schifo. Le ho scelte a caso potrei dire. Le ho scelte mosso dal ricordo e dal tentativo di tirare fuori una trama coerente, almeno ragionevolmente coerente. Ma di donne ce ne sono molte altre. Quelle che racconto in queste pagine non sono altro che quelle che ho frequentato durante pochi mesi della mia vita. Ma sia chiaro non ho potuto dire davvero tutto. Sia per questioni di spazio che di gusto. L’editore mi ha detto di muovermi nell’erotismo e di lasciare stare la pornografia. Mica sono Bukowski io, lui poteva fare come cazzo gli pareva. Io ci proverò a fare il bravo, ma la vita è pornografica mica erotica.
Con alcune delle donne che ho conosciuto grazie ai miei racconti c’ho vissuto anni, con altre (la maggior parte) sono state storie di poche settimane. Storie tra un uomo e una donna all’insegna del sesso e della compagnia. Viviamo in una epoca triste e non faccio retorica. Le donne sono emancipate, indipendenti, forti… ma al tempo stesso abbandonate, divorziate, e sole. È facile trovarle, è facile per un po’ innamorarsi di loro e farsi voler bene. Poi tutto si sfascia, quasi sempre è così. Ma almeno si è vissuto, e cosa ci resterebbe sennò dell’esistenza?
Mi piace raccontare delle donne, dicevo. Mi piace raccontare come riesco a scoparle o come non ce la faccio se bevo. E spesso capita, sono schiavo delle mie passioni purtroppo. Mi piace dire come le ho conosciute e quali giochini preferiscono fare a letto. Sono così e loro lo sanno. Solo con una c’ho litigato. Se l’è presa perché ho narrato nel dettaglio quello che facevamo insieme, e poi l’ho pubblicato in un libro. Ma lei mi aveva conosciuto nello stesso modo. Eccitandosi leggendo alcuni dei miei racconti erotici ambientati a Cuba. Cosa diavolo voleva? Cosa diavolo pretendeva? (Questo è un avviso a ben vedere, mie care lettrici).
Io sono così e lo so. Un misogino, un maschilista, un sessista. Ma è la mia natura, non lo nascondo. Sono coerente in questo, sono di facile lettura e senza inganno. Non mi piace l’inganno. Se c’è un genere che odio davvero è quello delle donne che fanno le troie se gli conviene, per poi atteggiarsi a educande in pieno voto di castità. O l’una o l’altra. Le due strade non si possono percorrere nello stesso momento. Io preferisco le troie, sia chiaro, perché sono donne che hanno scelto di vivere. Mica è una scelta facile. È più semplice mettere il culo al caldo e la testa nella sabbia. Vivere richiede coraggio e forza, non è per tutti.
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