“Preferisco la tua fica, alla tua anima. Sì, la tua fica a tutto l’amore che potresti mai darmi”

30 05 2009

Ero senza speranza
capita a tutti di tanto in tanto.
A quelli che vivono almeno.

Passavo le mattine
i pomeriggi
le notti
a bere e tirarmi seghe.
Se riuscivo scrivevo
sennò litigavo coi vicini
con le scommesse
con la roba da mangiare
con i sigari toscani al caffè
e con me stesso.
In genere perdevo
ma senza essere sconfitto del tutto.

Quando la conobbi ero troppo cinico per amarla
ma troppo desideroso di una donna calda per tenerla lontano da me.
Mi veniva a trovare e la scopavo.
Avevo troppo alcol in corpo ma ci riuscivo.
Se stavo proprio giù ci davo sotto di lingua e dita.
E a conti fatti la facevo divertire ogni volta.

Lei beveva con me
non quanto me.
Però mi teneva compagnia
e mi faceva sentire meno merda.
Una donna è capace di cose straordinarie
così
per natura.
Delle volte senza averne la minima idea.

Piano piano rallentai col rum
col vino
con la birra
col prosecco
col martini.
Rallentai per passare più tempo con lei.
Fuori da quell’appartamento pieno di rabbia e delusione.
Presi a baciarla.
Non l’avevo mai fatto in bocca.
Me lo fece notare chiedendomi se mi stessi innamorando di lei.
“Preferisco la tua fica, alla tua anima. Sì, la tua fica a tutto l’amore che potresti mai darmi”
le dissi una sera di novembre inoltrato.
E fuori pioveva.

Trovai un lavoro meno indecente
lei prese a infilare perline e a vendere tutto su eBay.
Si trasferì da me con due valigie
una busta di scarpe spaiate
un paio di tette carnose.

La sera c’era sempre una bella cenetta
e poi una scopatina niente male.
Le chiesi di provare nel culo
non l’aveva mai fatto.
La cosa mi eccitava tremendamente
ma fui un bravo maestro.
Ungevo e spingevo lentamente.
Fino a farle aprire quel muscolo.
Dopo un paio di settimane la scopavo tranquillo nel culo.
Voglio dire stantuffavo a dovere e a lei piaceva.

È bello vincere qualche volta
avere dei ritagli di giornale da far vedere agli amici.

A letto ci stavamo bene.
Bevevo sempre meno e il cazzo era più duro.
A volte la scopavo in piedi
in cucina.
Di solito accadeva la domenica mattina.
Lei girava per casa in mutandine.
Poi in cucina indossava un grembiule lungo sul davanti.
Se passavo e la vedevo la scopavo da dietro.
Mutandine spostate e fino in fondo alla fica.
La facevo poggiare sul tavolo
ancora sporco di farina e uova
e la schizzavo dentro.

Mi piaceva vederla colare sulle cosce.
Poi mangiavamo.
Aprivo una bottiglia di vino bianco e filavamo a letto.
Se non era amore ci somigliava parecchio.

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era amore. Stupida.752566