Un romanzo work in progress? Una follia bella e buona? Perché mai una delle opzioni deve escludere l’altra. Non mi resta che scrivere e scrivere. E a voi: leggere e leggere e commentare. Ci sono uomini che mettono le donne al centro di tutto. Ce ne sono altri che le considerano ancora più importanti. Io da parte mia sono succube della loro presenza, non di una donna specifica, mai. Ma delle donne in generale. Si può credere che questa sia una condizione dello spirito mediamente sopportabile. Sono dipendente dal genere non dalla persona.
Ma non è così. Ho la terribile necessità di un seno caldo dietro la schiena quando dormo e di allungare le mani per frugare in posti umidi ed eccitanti durante la notte. Non sempre mi è possibile naturalmente, data la mia condizione di celibe, e questo mi tormenta.
È chiaro che non sia tutto qua. Ho detto di cose piccole, forse le meno importanti, io adoro la presenza delle donne. Mi piace vederle muoversi nella stanza, provare gli indumenti intimi, mi piace guardarle mentre fanno la pipì e quando cucinano. Non ho grandi spiegazioni a tutto questo se non la mia natura di maschio. Credo che l’intimità tra uomo e donna sia l’unico modo per capire qualcosa della vita, per assaporare la vita se devo proprio dirla tutta.
Mi piace scrivere e conoscere donne grazie a quello che scrivo. Non riesco neanche a ricordare se il motivo dell’uno è l’altro o viceversa. Insomma se scrivo per scopare o se scopo per scrivere. Ma che senso avrebbe conoscere la risposta? Il mio comportamento non ne uscirebbe mutato in nulla sia nel primo che nel secondo caso. Quindi cerco di non pensarci e di tirare avanti.
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